Se i personaggi del nostro calcio fossero candidati alle prossime elezioni…

Mancano ormai pochi giorni alle elezioni politiche. Il 4 marzo saremo chiamati, finalmente, a rinnovare i

due rami del nostro Parlamento, Camera e Senato.

Ho provato così ad immaginare quali personaggi del nostro calcio avremmo potuto trovare schierati tra le fila dei principali partiti candidati nel nostro Paese.

Premetto che ciò che scriverò di seguito è unicamente frutto della mia fantasia e ironia, gli accostamenti saranno puramente inventati e i virgolettati saranno liberamente interpretati senza effettive inerenze con l’argomento trattato.

NB: Per comprendere al meglio i motivi delle mie scelte, se non conoscete già determinati eventi, troverete in blu i link che vi reindirizzeranno alle varie notizie/dichiarazioni prese come spunto.

MiAccontento 5 Storielle:

Il M5S arriva a queste elezioni con i favori del pronostico, parla alla pancia degli italiani stanchi dei soliti volti noti e non le manda mai a dire. Forse il candidato del MiAccontento sbaglierà qualche congiuntivo ogni tanto ma cercherà di farlo sempre con la massima trasparenza possibile perché lui è un uomo come te e come me e non si è imborghesito nonostante il successo crescente ottenuto negli anni.

Leader: Gennaro Gattuso

Candidato di spicco: Francesco Totti

Programma:

  1. Trovare una fidanzata a Cutrone;

(“Cutrone deve allenarsi bene, riposare e fare l’amore” cit. Gattuso)

  1. Abolizione delle conferenze stampa per non incappare in gaffe;

(“Io ho rispetto per l’omofobia” cit. Totti)

  1. Abolizione del congiuntivo.

(“Se sapevo che rimanesse avrei detto rimane” cit. Totti)

Coalizione centrodestra (Sforza l’Italia; Bronzo; Belli d’Italia):

Dopo svariati mesi di trattative, i rappresentanti di Sforza l’Italia, Bronzo e Belli d’Italia sono giunti ad un accordo, nella famosa villa di Arcore, per presentarsi in coalizione alle prossime politiche. Le percentuali favorevoli sono schizzate verso l’alto e sembrerebbe dagli ultimi sondaggi che si possa raggiungere un buon risultato per andare a governare. Certo, tanti nomi tra i candidati hanno fatto un po’ storcere il naso sia agli elettori che all’interno della coalizione stessa, ma tant’è: è difficile staccare la poltrona dal posteriore di alcuni volti noti.

Leader: Carlo Tavecchio

Candidato di spicco: Claudio Lotito

Programma:

  1. Diminuzione del numero di stranieri, o “Opti Pobà” che dir si voglia, presenti nel nostro Paese regolamentando i flussi migratori;

(“Noi abbiamo Opti Pobà, che mangiava banane e ora gioca titolare nella Lazio, non è possibile una cosa del genere” cit. Tavecchio)

  1. Nuove riforme a tutela dei diversamente abili;

(“Con un occhio gioca a biliardo e con l’altro mette i punti” cit. Lotito riferendosi allo strabismo di Marotta)

  1. Creazione centri d’accoglienza per ebrei e omosessuali;

(“Non sono contro i gay ma devono stare lontani da me”

“Non ho nulla contro gli ebrei ma meglio tenerli a bada” cit. Tavecchio)

Partito Diplomatico (centrosinistra):

Le percentuali di vittoria del PD in queste elezioni sono ridotte all’osso complici le ultime infelici gestioni in Parlamento e soprattutto i problemi interni al partito. Abbiamo assistito spesso a scaramucce adolescenziali tra i vari membri gestite sempre in modo abbastanza  diplomatico dall’ufficio stampa.  “Momento devastante ma non siamo depressi” ha dichiarato il leader che però sa di rischiare la debàcle il prossimo 4 marzo.

Leader: Luciano Spalletti

Candidato di spicco: Eusebio Di Francesco

Programma:

  1. Riduzione poteri delle classi dirigenziali;

(“Qualcuno di sicuro parla con voi, verranno presi dei provvedimenti” cit. Spalletti)

  1. Più meritocrazia nelle graduatorie in base al lavoro svolto;

(“Chi ci è davanti in classifica non ha fatto meglio di noi, anzi” cit. Di Francesco riferendosi al proprio leader)

  1. Interventi mirati volti a migliorare la situazione economica del Paese: bisogna fare di più.

(“Qui ci perdiamo su tante chiacchiere, servono più fatti” cit. Di Francesco)

Partito Ruffiano Italiano (centro):

Il PRI, partito di riferimento centrista, è composto da coloro che non trovando spazio nei maggiori partiti, soprattutto a causa di litigi con gli altri leader, vogliono comunque provare ad assicurarsi qualche poltrona in Parlamento… e probabilmente ci riusciranno.

Leader: Walter Mazzarri

Candidato di spicco: Maurizio Sarri

Programma:

  1. Riduzione delle giornate piovose in Italia;

(“Stavamo andando bene, poi ha iniziato a piovere” cit. Mazzarri)

  1. Riduzione dei fatturati delle grandi società a favore delle piccole-medio imprese;

(“Gap di fatturato troppo ampio con le grandi, bisogna lavorare anche su questo” cit. Sarri)

  1. Aumento fondi per la ricerca contro le influenze intestinali.

(“Abbiamo perso a causa dell’influenza intestinale di molti dei miei uomini” cit. Mazzarri)

Partito Consumista (estrema sinistra):

Nel partito di estrema sinistra militano coloro che vivono col mito di Fidel Castro e Che Guevara. Non si arrendono ai tempi che dicono che ormai certe visioni sono superate ostinandosi a inseguire un ideale che li appartiene da sempre. I numeri dei sondaggi non sono confortanti e probabilmente non si riuscirà a raggiungere una percentuale adeguata per poter entrare in Parlamento.

Leader: Damiano Tommasi

Candidato di spicco: Luigi Di Biagio

Programma:

  1. Più diritti per gli extracomunitari;

(“Balotelli può essere una risorsa” cit. Di Biagio)

  1. Interventi giudiziari mirati contro ogni discriminazioni razziale;

(“Sono sconcertato dalla frase di Tavecchio su Optì Pobà e le banane. Ma non so se essere ancora più allibito dal silenzio che le ha circondate” cit. Tommasi)

  1. Più posti di lavoro per chi è schierato a sinistra.

(“Chi si professa di sinistra viene penalizzato, non va bene” cit. Lucarelli, personaggio di spicco della sinistra italiana)

Casa Bau (estrema destra):

Quanto detto per il partito di estrema sinistra si può ricondurre al partito di estrema destra. Cambiano i princìpi e i miti ma il succo è lo stesso: inseguire un ideale che per molti è ormai superato ma in cui si crede fermamente e con fierezza.

I sondaggi però ci dicono che sono in crescita le percentuali di questo partito che non può non puntare ad ottenere un seggio in Parlamento, risultato che sarebbe storico alla luce di quanto fatto trapelare dai mass media negli ultimi anni.

Leader: Antonio Conte

Candidato di spicco: Giorgio Chiellini

Programma:

  1. Aumento delle ore di lavoro settimanali volto all’aumento del fatturato;

(La durezza del sergente Conte nel proprio lavoro è risaputa)

  1. Limitazioni dei flussi migratori e abolizione dei privilegi di cui dispongono attualmente gli extracomunitari;

(“Nessuno è indispensabile o più importante di altri” cit. Chiellini) 

  1. Riportare un’identità Nazionale senza rifarsi a modelli esteri fallimentari.

(“Hanno provato a copiarli senza risultati e abbiamo perso la nostra identità” cit. Chiellini)

Ecco dunque il quadro dei principali partiti italiani che ho immaginato, se fossero stati rappresentati da personaggi del mondo pallonaro nostrano.

Tanto, palle per palle, nessuno dei citati avrebbe certamente sfigurato.

“Se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare” cit. Mark Twain (scrittore statunitense).

Buon voto a tutti.

di Giorgio De Giorgi

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