Oggi nella capitale è previsto un convegno nazionale che coinvolgerà gli esperti del settore. C’è un disturbo che colpisce una fascia molto alta di adolescenti
Oggi nella capitale è in programma il terzo convegno Nazionale “Quando i conti non tornano – Certezze e criticità nella diagnosi e nel trattamento della discalculia evolutiva”, promosso dalla Federazione Logopedisti Italiani (Fli). Un appuntamento promosso per discutere dei problemi legati all’apprendimento e alle abilità dei ragazzi.

Roma sarà oggetto di un confronto acceso su alcuni dei problemi che attanagliano gli adolescenti e che spesso vengono sottovalutati. Secondo gli esperti oltre mezzo milione di adolescenti italiani soffre di un preciso disturbo dell’apprendimento, che compromette le abilità matematiche e che colpisce circa il sei per cento della popolazione in età evolutiva.
Stiamo parlando di un disturbo molto complesso, non sempre semplice da diagnosticare e capace di considerare tutti i diversi aspetti e variabili del neurosviluppo: si tratta della discalculia. “Si tratta di un disturbo che riguarda l’acquisizione e lo sviluppo delle abilità numeriche – spiega Tiziana Rossetto, presidente della Fli -. È fondamentale quindi considerare sia le componenti specifiche del sistema dei numeri sia le variabili più generali del neurosviluppo, soprattutto nei casi di comorbidità con altri disturbi dell’apprendimento”.
La difficoltà nel trovare criteri diagnostici
Il confronto scientifico si concentrerà su fondamenti teorici, indicatori precoci e modalità di valutazione e intervento. “Il dibattito tra deficit del senso del numero e difficoltà nei processi cognitivi generali non è un aspetto teorico secondario – aggiunge Manuela Pieretti, docente di Logopedia all’Università Tor Vergata di Roma -. Ha ricadute dirette sulla diagnosi e sulla scelta degli strumenti: significa valutare un’ampia gamma di competenze per un inquadramento affidabile”.

Il particolare caso specifico, la difficoltà nel trovare un criterio diagnostico valido e la presenza di numerose variabili, hanno portato spesso gli studiosi a dividersi sull’argomento. “Le attuali raccomandazioni – continua Pieretti – suggeriscono di basare la diagnosi su una valutazione ampia e di integrare le abilità matematiche con una valutazione intellettiva multi-componenziale”. In adolescenza la valutazione è ancora più delicata. “Le difficoltà possono essere contaminate da anni di scarso rendimento e da vissuti di sfiducia – spiega Enrica Mariani, docente di Logopedia all’Università Tor Vergata di Roma -. È necessario distinguere tra fragilità originarie e conseguenze secondarie”. Sul trattamento, gli esperti sottolineano approcci sempre più personalizzati ed efficaci. “Il trattamento deve partire dall’analisi dell’errore e delle componenti del sistema numerico non adeguatamente apprese – conclude Rossetto -. Un approccio multi-componenziale e personalizzato consente interventi mirati e coerenti con le linee guida più recenti”.