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Usiamo l’Empatia! #facciolamiaparte giorno 1

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Usiamo l’Empatia!
Verso noi stessi, che non sappiamo come si fa a tornare alle poche cose semplici, al tempo allungato e liberato da impegni, lavoro, appuntamenti. Possiamo imparare se ci poniamo con indulgenza, parola desueta che utilizzo oggi come “accolgo il mio smarrimento perché è qualcosa più grande di me che non so gestire”. Ma che possiamo imparare, con tutti gli strumenti di cui siamo in possesso e utilizzando le strategie della comunicazione mindful.

Prima di tutto vogliamo fotografare la realtà, i dati. Poi sentire quello che ci succede dentro, l’emozione, legata a uno o più bisogni, primari in questo caso. Se non contattiamo i bisogni primari non siamo in grado di soddisfare quelli più alti, quelli sociali e quelli dell’autorealizzazione, e della spiritualità. È importante non giudicarci e sapere che dietro c’è un bisogno di continuità, di protezione. C’è anche un bisogno di informazione e di conoscenza, ma la paura che ne segue frena spesso la concentrazione necessaria a soddisfare il bisogno di approfondimento.

Ecco che abbiamo una risposta al circolare delle fake news, agli sfoghi sui social senza filtro, alle contro-tendenze volutamente ciniche o superficiali. Per evitare questo indotto che ci intossica a livello mentale e poi anche fisico, facciamo attenzione a rimanere con noi stessi mentre sentiamo queste emozioni, e pensare a come vorremmo soddisfare questi bisogni, alle strategie che sarebbero ottimali per farci sentire nella protezione, nella stabilità, nella salute.

Scrivete questo processo! Perché è un ottimo strumento per vedere cosa ci succede all’interno. E vederci è un bisogno necessario da soddisfare per poterci muovere nel mondo con responsabilità e consapevolezza. Una volta contattate le nostre emozioni, i nostri bisogni, e le possibili strategie che noi possiamo mettere in atto per soddisfarli, inizia un sentimento di consapevolezza che ci rende chiaro il valore che ha ogni piccola nostra azione. E ci illumina sul fatto che ognuno di noi può fare la sua parte. Questo ha un doppio vantaggio: sentirsi parte di un processo di guarigione collettiva, e non sentirsi vittime e in balia degli eventi esterni. E dalla consapevolezza, e solo a partire da essa, che noi possiamo guidare il nostro pensiero, e sentirci come vogliamo davvero sentirci, nonostante tutto.

Noi abbiamo un grande potere sul pensiero. Possiamo decidere a cosa pensare, su cosa porre la nostra attenzione, da dove prendere energia. E se in questo momento è davvero molto umano e naturale che il nostro pensiero sia preso da questa crisi sanitaria, allo stesso tempo possiamo ritagliarci un momento nella giornata “liberato”, decidete voi quanto e come.

Io decido oggi di leggere poesie d’amore per 20 minuti ad alta voce e di soddisfare il mio bisogno di leggerezza, di arte, di celebrazione delle emozioni, e di amore.

Voi cosa farete?

Dott.ssa Elisa Chiarotto
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