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La vibrazione su cui voglio stare: #facciolamiaparte giorno 3

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La vibrazione su cui voglio stare!

Le emozioni sono determinate da stimoli esterni, che a volte possono essere molto potenti, come gli eventi di questi giorni, intensificati dal fatto di condividere, con chiunque intorno a noi, la stessa situazione. Nella maggioranza dei casi sono le stesse emozioni di paura, preoccupazione, ansia.

Questi eventi stimolano reazioni, le emozioni appunto; ma sapete che durano circa 6 secondi?

Quando sentiamo che quella emozione perdura, significa che la stiamo alimentando, che scegliamo in qualche modo di portarla all’interno di noi e farla diventare un nostro sentire. Possiamo allora scegliere cosa portare dentro di noi, quale emozione e in quale misura. E possiamo scegliere anche di non sottoporci a determinati stimoli (ad es. informazione spasmodica, discorsi che vertono su una stessa emozione di terrore, social networks a qualunque ora).

Decidete su quale vibrazione volete stare, come vi volete sentire, e scrivetelo ogni mattina, per poi ricordarlo nei momenti più critici. La scrittura è un ponte importante tra il nostro interno e il nostro esterno, poiché sigilliamo un patto con noi stessi, portandolo all’esterno e oggettivandolo con la scrittura appunto.

Decidere come mi voglio sentire, scriverlo, rileggerlo e ricordarlo, mi fa capire che spesso diamo un completo potere all’esterno, che invece possiamo gestire e scegliere.

Contattate successivamente i bisogni che volete soddisfare, quelli che, se soddisfatti, vi farebbero sentire come avete scritto. Scriveteli, guardateli, sognateli per voi. Poi, per ognuno di questi bisogni scegliete una strategia da mettere in atto, un’azione pratica, realistica nel senso di fattibile in questo momento (non scriverò “andare alla spa per soddisfare il mio bisogno di relax”, se so che devo rimanere a casa!).

Associare una azione pratica, scriverla, per poi metterla in atto, contribuirà ad alimentare quella specifica emozione, quello specifico sentire, che io scelgo di portare al mio interno.

Le domande che posso pormi sono:
“Come mi voglio sentire oggi?”
Es. Energica, speranzosa, fiduciosa, efficiente

“Quali sono i bisogni che voglio soddisfare?”
Es. Vitalità, fiducia, efficienza, stabilità, armonia

“Cosa posso fare per stare in quella vibrazione, per sentirmi come mi voglio sentire?”
Es. Ascolto e ballo una canzone, faccio una meditazione, lavoro due ore ad un progetto nuovo, telefono ad un amico

Sono due strade distinte che si incontrano.

Una più linguistica, più mantrica possiamo dire. Decidere la vibrazione che vogliamo ci accompagni significa scegliere quali parole, e quindi immagini, e quindi emozioni, e quindi sentimenti vogliamo che facciamo parte di noi. Ricordarceli, andarceli a rileggere, quando sentiamo di essere travolti dagli eventi esterni.

Una più pratica, che prevede il contatto di bisogni specifici su cui vogliamo concentrarci. Se mettiamo in atto azioni senza aver contattato il bisogno, rischiamo di agire impulsivamente e alimentare emozioni che ci tolgono energia. Oppure di mettere in atto azioni potenzialmente utili ma per inerzia, senza trovarci il nostro vero senso.

In questo periodo faremo uno sforzo maggiore ma utilissimo di fermarci a vedere le nostre emozioni, sentirle, non negarle, accoglierle, e poi scegliere se e in che modo portarle al nostro interno. È importante sapere che gli eventi esterni, che siano le parole degli altri, o gli accadimenti, possono stimolarci, toccarci, “spingerci” a volte, ma diventare parte di noi sarà una nostra scelta, alimentata da pensieri e azioni che la rafforzano.

Io ho scelto oggi di sentirmi soffice e paziente, efficiente e fiduciosa, seguendo i miei bisogni di leggerezza, resilienza, efficienza, fiducia, allora ho cantato una canzone dall’inizio alla fine, ascoltato un’amica in difficoltà, lavorato a questo articolo, desiderato armonia e salute attraverso una meditazione.

Essere realistici e affrontare gli eventi oggettivi non significa che dobbiamo esserne travolti. La mente può essere guidata dove noi desideriamo.

Dott.ssa Elisa Chiarotto
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