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Da cosa prendo energia?: #facciolamiaparte giorno 4

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Da cosa prendo energia?

Ogni essere umano prova emozioni e prende energia da qualcosa, che da un lato cattura la sua attenzione, dall’altro mette in moto una serie di processi mentali ed emozionali che lo rendono “vivo”, nel senso stretto e lato del termine.

Allora succede che in periodi stressanti o quando succedono eventi significativi, noi prendiamo energia quasi completamente da quella situazione, e ci nutriamo di quella energia, fino ad identificarci con essa, sentire che è parte di noi e per questo troviamo difficile gestirla, o uscirne.

Per il cervello non c’è molta differenza se gli eventi sono negativi o positivi, se generano ansia o felicità. Anzi, se ci pensiamo, gli eventi che generano rabbia, o tristezza o ansia sono più immediati, perché fanno riferimento ad un bisogno molto basilare e tangibile quale quello di protezione, di sicurezza, di sopravvivenza. Il fatto è che, se riconosciamo questo processo, e andiamo oltre le emozioni per focalizzarci sui bisogni, allora possiamo trovare le nostre strategie, e superare quell’evento, o per lo meno gestirlo. A volte rimaniamo in situazioni di sofferenza, o non riusciamo a pensare ad altro, oppure rimaniamo in situazioni violente anche se razionalmente sappiamo che sono nocive. Perché succede questo?

Perché è come se noi ci nutrissimo di quella energia, non sapendo come focalizzarci su altro, rimanendo su quella emozione e credendo intimamente che ci appartenga. Le emozioni sono determinate da eventi esterni, possiamo scegliere noi cosa portare dentro e far diventare il nostro sentire. Per questo è necessario spostare l’attenzione sui bisogni. Per poi agire.

In questo momento di cosa abbiamo tutti bisogno? Di sicurezza e rassicurazione sicuramente, di salute, di prevenzione, di informazione. Allora possiamo decidere noi quali e quante notizie ascoltare e leggere che vadano a soddisfare questi bisogni, e non affogarci in input e informazioni che alimentano emozioni di paura e ansia. Perché il rischio è di abituarci a prendere energia da tutto questo, e di identificarci con una immagine di noi fatta di paura, ansia e instabilità.

La realtà di questo momento storico è complessa e difficile. Ma quando tutto questo sarà finito, se noi non abbiamo scelto da cosa prendere energia con consapevolezza, ne usciremo completamente scarichi e continueremo a cercare situazioni di paura, ansia e instabilità.

Quindi, chiaramente è importante stare nella realtà e dare spazio a questa situazione di emergenza per rimodulare la propria vita e riflettere anche su certe tematiche a noi sconosciute, sentire quello che mai abbiamo sentito. E farci i conti. Questo ha anche un grande valore in termini di consapevolezza. Abbiamo la scelta di renderlo un momento passivo a cui abbandonarci per dare sfogo a tutte le nostre paure e frustrazioni. Oppure possiamo scegliere di vedere la nostra forza, la resilienza, la bellezza del tempo che non si fa incastrare, la celebrazione della vita e la sua caducità.

Allo stesso tempo decidere:

Da cosa voglio prendere energia?

Con quali emozioni mi voglio identificare?

Cosa porto al mio interno?

Quanto spazio do a questi eventi che ci hanno sconvolto la vita?

Io decido che voglio prendere energia dal lavoro, dalle relazioni per me importanti, dallo sport che faccio con le mie amiche on line, dal sole che prendo sul mio balcone, sentendomi viva e pragmatica, portando solo questo al mio interno, lasciando fuori le notizie che comunque gestisco e organizzo, senza identificarmici. E dare energia alla mia resilienza, in modo che gli abbracci che darò quando questo sarà finito saranno pieni di vita e di amore.

Sapere che questo meccanismo può essere una decisione consapevole è già parte del processo. Non è importante riuscirci in ogni momento, ma provarci e saper ritornare ad esso quando siamo in balìa di quelle emozioni di paura e ansia e quando ci rendiamo conto che stiamo dando completamente il potere all’esterno di farci sentire in quel modo.

E voi da cosa prendete energia?

Dott.ssa Elisa Chiarotto
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