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Test sierologici, il dibattito tra medici e ambulatori privati sulla tariffa

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È ormai scontro tra l’Associazione regionale delle istituzioni sanitarie e ambulatoriali private e l’Ordine dei medici provinciale di Roma.
Al centro del dibattito la tariffa per eseguire il test sierologico per il Covid-19.

 La Regione Lazio il 12 e 13 maggio scorso ha spiegato la valenza dei test sierologici ed ha ribadito la loro utilità. In seguito, ha realizzato un elenco di strutture sanitarie, private e accreditate, in possesso della strumentazione ELISA e Clia, in grado di processare il test per rilevare la presenza di anticorpi IgG, ritenuti dalla Regione di interesse per verificare la quantità di popolazione venuta in contatto con il virus SARS2 – Covid 19. 

I rappresentanti dell’Anisap – Federazione Nazionale delle Associazioni Regionali o Interregionali delle Istituzioni Sanitarie Ambulatoriali Private – spiegano:
“La Regione Lazio è intervenuta sullo svolgimento dei test sierologici già con una Circolare divulgata il giorno 8 aprile u.s., nella quale ha previamente delineato la posizione del Ministero della Salute e del Comitato Tecnico Scientifico sulla valenza dei suddetti test precisando che lo svolgimento dei test sarebbe potuto avvenire, da parte delle strutture private, consigliando una tariffa di 20 euro per il test rapido con prelievo capillare e 45 euro per il test con prelievo venoso, ovvero quello attualmente previsto nelle Determine del 12 e 13 maggio”.