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Allarme pitbull in quartiere: “Assale i passanti e i loro cani, uno è stato ucciso”.

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I residenti di via Bonaventura Cerreti sono in protesta, seguiti dagli abitanti del quartiere Aurelio, dove da diversi mesi si aggira un pitbull che sta terrorizzando tutti.

Il cane ha un nome ed un proprietario, che però non sembra curarsi della cosa.

“Non si tratta di un cane randagio o abbandonato, appartiene a un ragazzo che abita qui e che evidentemente non è in grado di prendersene cura – spiega Pedro Alvarado, titolare di un bar a via Cerretti – Non appena vede il cancello aperto, il pitbull esce fuori di corsa creando scompiglio e aggredendo ogni cane che passa”.

“Prima facevamo una via più lunga per andare al parco. Ho avuto paura, spero che ora con tutto questo clamore il cane non esca più solo” dice una ragazza che spesso esce per portare a spasso il suo cane.

 La prima aggressione circa 5 mesi fa, raccontano i residenti del quartiere, quando il pitbull si è scagliato contro un altro cane quasi uccidendolo. Un altro cagnolino è stato ferito gravemente qualche settimana dopo, mentre una settimana fa l’ennesima aggressione si è rivelata fatale. Ad assistere alla scena, in questo caso, anche il senatore Stefano Lucidi, che abita in zona e ha denunciato la vicenda su Facebook.
“I cittadini del quartiere nella zona limitrofa l’appartamento in cui viene tenuto questo cane sono tutti molto impauriti. È una area molto popolosa e con asili nido scuole e negozi che si trovano a pochi metri dalla fermata della metropolitana di Roma Baldo Degli Ubaldi. È un episodio secondo me estremamente grave, stiamo parlando di un pericolo potenziale molto grande che potrebbe manifestarsi anche semplicemente passando davanti al cancello e potrebbe arrecare un enorme danno”.

A parte le aggressioni agli altri animali, la paura è che il pitbull possa prendere di mira anche le persone e soprattutto i bambini, dal momento che nelle vicinanze ci sono anche delle scuole. Così il quartiere si è mobilitato per portare il caso all’attenzione delle autorità competenti, Asl e forze dell’ordine, con una raccolta firme con oltre 250 adesioni.