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Tevere, progetti e finanziamenti per il recupero del corso d’acqua: “Sia Parco Nazionale”

Numerose le proposte, ma complicato trovarne una che abbracci tutti gli interventi pre e post intervento. L'idea del Parco Nazionale non è da accantonare.

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Condizione di abbandono e risorse non sfruttate: questo il binomio che attanaglia da tempo i 405 chilometri del fiume che attraversa il centro Italia e ben 56 città, soprattutto per il tratto che attraversa la Capitale.

Sono diversi i progetti presentati in Campidoglioe in Regione per la riqualificazione del Tevere e dei suoi argini, per recuperare la storia e la ricchezza dei suoi ecosistemi.
A partire dalla creazione di un Parco nazionale dedicato al Biondo per connettere il Tevere alle 18 aree protette che ci sono lungo il suo intero percorso e trovare il modo per tutelarlo e valorizzarlo. È questa una delle proposte già avanzate al governo e alle Regioni dall’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appenino centrale per voce del segretario generale Erasmo D’Angelis, che ieri ha ricordato l’importanza della proposta del Parco durante la presentazione del suo ultimo libro “Tevere nostrum, acqua, storia, natura, cultura”.

Un progetto che punta a implementare non solo il potenziale del Tevere ma che saprebbe istituire un soggetto con capacità difensive contro il degrado, l’abbandono, la sciatteria che da troppo tempo anche nelle parti più centrali di Roma scandiscono i tempi del fiume.
“C’è un problema evidente di abbandono -spiega D’Angelis- eppure ci sono tante associazioni e cittadini volenterosi che credono nel riscatto. Il Tevere è un corridoio ecologico che attraversa una gran parte del Paese e nel tempo del riscaldamento globale è davvero una risorsa”.