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Spallanzani: “Il tampone solo se test rapido mostra alta carica virale”

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Per velocizzare i tempi dei test per il coronavirus nel Lazio, spesso ci si affida ai tamponi rapidi, riducendo il numero di quelli molecolari che ha raggiunto ormai i 20.000 giornalieri.

Fino ad oggi il tampone rapido non bastava da solo a diagnosticare la positività al coronavirus. Se infatti l’esito del tampone rapido, fatto a un paziente con sintomi o perché entrato in contatto a sua volta con un caso accertato, era positivo si doveva comunque procedere con un secondo tampone molecolare per confermare o smentire il risultato ottenuto.

Dall’Istituto Spallanzani arriva il suggerimento: bisogna considerare attendibili i tamponi rapidi che diano un risultato superiore a 10 sulla carica virale rintracciata, per evitare di ricorrere al tampone classico, riducendo così i tempi e la mole di analisi. Questo meccanismo “consentirà di evitare 1/4 delle validazioni successive ad un test rapido antigenico”, commenta l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato.