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D’Amato contro i medici di base che rifiutano di somministrare il vaccino: “Via la licenza”

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L’assessore alla sanità D’Amato si schiera contro i medici di base che rifiutano di voler somministrare il vaccino dentro i loro studi medici.

In un’intervista a Il Messaggero spiega:
“Questa vicenda è inquietante per 3 aspetti: chi non fa i vaccini intanto viola il giuramento d’Ippocrate. Poi vaccinare non è un’opzione, è una funzione obbligatoria riconosciuta dall’accordo nazionale col Ministero. Terzo: ho sentito un medico dire “sono stanco”. E allora, aggiungo io, lasci il posto. Abbiamo già avviato un procedimento disciplinare, oggi. Rischia la revoca della convenzione. E non solo, c’è un tema penale. Speriamo di non arrivare alle denunce. Sono convinto si tratti solo di qualche caso.
credo che aderiranno quasi tutti nelle prossime settimane, per l’antinfluenzale erano 3.800 medici su 4.200. Non si cerchino scuse, non si dica che non c’è una procedura. Il nostro accordo è di 10 giorni fa, firmato da tutte le sigle. Tutte. I medici di base devono fare la loro parte. Capisco che, non per colpa nostra, partiranno con quantitativi molto bassi, ma bisogna cominciare. Devono accettare le prenotazioni e non solo: chiamare i 65enni, fare le liste”.

Infine sugli ultra 80enni e sulle dosi ritirate:
“Mercoledì o giovedì inizieremo con le prenotazioni dei 79enni, 78enni e 77enni. Da aprile contiamo di avere il vaccino anche in farmacia, stiamo lavorando a un documento tecnico, aspettiamo solo l’ok al mono-dose Johnson & Johnson. Anche i militari faranno la loro parte: alla Cecchignola apriranno ai civili. E allestiremo altri hub, forse gli studi di Cinecittà.
AstraZeneca taglierà nei primi 15 giorni di marzo il 40% delle scorte. Prima conseguenza: ridurremmo le fiale ai medici di base. Anche da Moderna non abbiamo avuto alcuna comunicazione per marzo. C’è poca trasparenza. E forse opportunismo: annunciano i tagli e contemporaneamente si fanno avanti alcuni intermediari proponendo vaccini”.