Home Notizie Regione Lazio Casi in aumento, D’Amato: “Vaccinare per categorie è uno sbaglio”

Casi in aumento, D’Amato: “Vaccinare per categorie è uno sbaglio”

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I dati relativi al contagio da coronavirus sono in continuo aumento nel Lazio, nonostante l’Rt rimanga sotto l’1. Preoccupano le situazioni di Frosinone e Rieti, ma D’Amato si concentra su altro.

L’assessore alla sanità esprime pareri negativi sui metodi di vaccinazione adottati finora: “Causa solo dei ritardi, è del tutto sbagliato, noi nel Lazio andremo avanti per classi di età. E servono più vaccini: è iniziata la rolling review per Sputnik 5, ora l’Europa si muova subito per opzionare un quantitativo importante di dosi. Dico di più: se l’Europa non si muove, la farà da sola la Regione Lazio. Prenoteremo le dosi che ci servono”.

Sul rischio della zona arancione: “I dati sono in crescita, ma l’Rt è a 0,98. Tecnicamente siamo ancora da giallo. Però abbiamo sotto osservazione la provincia di Frosinone, dove i casi sono ancora moltissimi. E l’arancione che abbiamo già attivato potrebbe non bastare: potremmo ricorrere all’arancione scuro o al rosso. Anche la provincia di Rieti, che confina con l’Umbria, dà segnali negativi: qui valutiamo se decidere limitazioni da arancione”.

Infine torna sulla strategia vaccinale: “Bisogna procedere per classi di età, non per categorie professionali, perché altrimenti si rallenta drammaticamente la vaccinazione. Non comprendo perché al Ministero della Salute non ne tengano conto. Noi nel Lazio applicheremo questo principio: finita la parte di vaccinazioni relativa agli over80 (ne abbiamo già immunizzati 150mila), finite le scuole (domenica chiudiamo le prenotazioni, sono già 130mila), finite le forze dell’ordine e le persone vulnerabili, andremo avanti per fasce di età. Questo è il modo più veloce. Da oggi prenotazioni per 79-78 anni, lunedì 65-64 anni (coloro che per ora possono essere protetti con AstraZeneca), e ogni mese copriremo due classi di età a distanza di 15 giorni.
Noi stiamo facendo 17-18 mila vaccinazioni al giorno, tranquillamente possiamo arrivare a 50 mila, possiamo triplicare. Così invece di quattro classi di età al mese, se ne faranno anche 12. Però dipende dal numero di dosi che ci invieranno. Questo delle classi di età è il metodo più veloce, altrimenti diventa una giungla, perché ogni categoria ha legittime aspettative e non si finisce più. Si perde tempo. Per questo dico che la circolare del Ministero della Salute, che parla genericamente di servizi essenziali, non aiuta. Lascia ampi margini interpretativi”.