Capodanno a Ladispoli con Emis Killa e Gue Pequeno, la polemica: “Canzoni sessiste”

Manca poco più di un mese ai concerti di Capodanno nelle piazze italiane. Scoppia la polemica sull’esibizione di Emis Killa e Gue Pequeno a Ladispoli.

Proprio nei giorni in cui si parla di sensibilizzazione sul tema della violenza sulle donne, spicca una canzone del rapper Emis Killa, dal titolo 3 messaggi in segreteria, accusata di essere un inno al femminicidio.

Emis KIlla
Emis KIlla (Ansa Foto) – roma.cityrumors.it

Ed ecco che le opposizioni del consiglio comunale del centro balneare a pochi chilometri da Roma, criticano l’evento organizzato dall’amministrazione di Alessandro Grando, sindaco della Lega. Il Capodanno a Ladispoli è costato 345mila euro e la notizia è stata riportata da La Repubblica.

Cosa dice la canzone di Emis Killa

Una delle frasi incriminate della canzone del rapper Emis Killa è “preferisco saperti morta che con un altro, vengo a spararti” e ancora “Eri stata avvertita, ricordi quegli scleri Io te l’avevo detto vengono i problemi seri E ora hai paura perché tutti quei brutti pensieri Da qualche giorno hanno iniziato a diventare veri E adesso guido verso casa tua che vivi a Monza Pieno di cattive idee dettate da una sbronza Volevo abbassare le armi ora dovrò spararti Non mi dire di calmarmi, è tardi stronza Fanculo al senso di colpa, non ci saranno sbocchi Voglio vedere la vita fuggire dai tuoi occhi Io ci ho provato e tu mi hai detto no E ora con quella cornetta ti ci strozzerò”. 

Il rapper risponde: “Serve a sensibilizzare”

Alessandro Grando, sindaco di Ladispoli
Alessandro Grando, sindaco di Ladispoli (Foto di Facebook) roma.cityrumors.it

Emis Killa rispedisce al mittente le accuse, sostenendo che il testo della canzone 3 messaggi in segreteria serve a sensibilizzare al tema della violenza sulle donne. “Sarà una serata di festa senza messaggi sbagliati, e ci mancherebbe anche che un’amministrazione voglia trasmettere certi messaggi ai ragazzi. Noi vogliamo fare una serata per i nostri giovani”, ha dichiarato all’Ansa il sindaco di Ladispoli Alessandro Grando, che precisa anche che “i due artisti, dopo aver suonato da noi andranno anche in altri luoghi e locali. Ma questa polemica è indirizzata solo a Ladispoli. Guè Pequeno, per esempio, andrà a suonare a Cinecittà World. E questo cosa vorrebbe dire, che un parco per famiglie inneggia alla violenza contro le donne? Dai sù, non è possibile”. 

“Il 31 dicembre non accadrà nulla come nel 2022”

Grando, sempre all’Ansa, ricorda che su Emis Killa è già scoppiata la polemica nel 2022, quando “venne a suonare. E non è successo nulla perché assolutamente non ha cantato nulla che facesse riferimento alla violenza di genere. E non accadrà nulla il 31 dicembre”. 

Il sindaco attacca l’opposizione: “Purtroppo a Ladispoli abbiamo l’opposizione più becera d’Italia”. L’opposizione di cui parla è il Pd locale che ha definito la spesa per il concerto di 345mila euro “immorale”, aggiungendo che “da una presenza incisiva come quella del rapper dovesse arrivare un’altra narrazione, di solidarietà per le donne e di condanna per gli assassini”. 

Grando sui social attacca ancora il Pd: “Mi permetto di dare un consiglio ai nostalgici: provate a scrollarvi di dosso la mentalità da paesello”. 

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