La firma della Convenzione integrativa alla concessione sottoscritta già da tempo fa entrare finalmente in una fase operativa la riqualificazione di una delle zone più discusse della Capitale
Circa 90mila chilometri quadrati nella zona intorno ai quartieri della Garbatella e Ostiense, tra la via Cristoforo Colombo e il Tevere, uno spazio immenso se si pensa che si estende a pochi chilometri dal cuore della città. Ecco la fotografia degli ex Mercati Generali, l’area in cui i grossisti, fino alla fine degli anni ’90, vendevano frutta, verdura, carne e fiori in un unico luogo coordinato, a tutti i rivenditori periferici sparsi poi sull’intero territorio della città. Un’area dimessa e abbandonata che da anni attende di essere rimessa a nuovo e restituita alla collettività.

La storia dei “Mercati Generali” inizia il 23 settembre 1921 quando, per la prima volta a Roma, i diversi mercati sparsi nella città, furono raggruppati in un unico comprensorio nella nascente area industriale di Ostiense, a ridosso del quartiere operaio di Testaccio e del “monte dei cocci”. Su iniziativa dell’allora sindaco Nathan, l’area prescelta diventò il motore dell’economia agroalimentare della Capitale fino al 2002, quando i mercati generali dell’Ostiense furono trasferiti a Guidonia, divenendo il più grande centro agroalimentare della città.
Una riqualificazione attesa da tempo
Un pezzo di Roma che attende una nuova vita da almeno due decenni. Due quartieri divisi da una zona abbandonata dopo che nel 2002 quegli edifici, che per quasi cento anni avevano costituito l’inizio dello scambio ortofrutticolo nella capitale, sono stati sostituiti da una struttura più moderna e più attrezzata. La storia degli ex Mercati Generali è una classica storia italiana o meglio romana, dove una dismissione diventa fonte di una battaglia burocratica che anno dopo anno, nonostante idee e progetti sempre diversi, non riesce mai a vedere la luce di una nuova vita a favore della collettività.

Ma questa volta forse si vede la luce in fondo al tunnel e la rigenerazione degli edifici e di quello spazio enorme, abbandonato da decenni di via Ostiense, una delle più grandi aree dismesse della Capitale, entra nella fase operativa grazie alla firma della Convenzione integrativa alla concessione sottoscritta nel 2006. Si tratta di un intervento di riqualificazione urbana realizzato grazie a un investimento privato, mantenendo la piena proprietà pubblica dell’area. Infatti, dopo anni di incertezze amministrative e varianti che hanno paralizzato l’iter, il Campidoglio ha rimesso in moto una delle operazioni urbanistiche più attese della Capitale.
Una trasformazione per il bene della collettività
Sarà quindi una trasformazione profonda, un intervento destinato a incidere sull’intero quadrante Ostiense, che punta a un equilibrio tra funzioni pubbliche, mobilità dolce, crescita del verde e nuovi servizi rivolti a residenti e studenti universitari. Il tutto con un investimento interamente privato, pari a circa 380 milioni di euro, che non comporta costi diretti per il Comune. L’intervento, atteso da oltre vent’anni, prevede spazi pubblici: oltre 3,6 ettari dedicati a cultura, formazione e socialità tra biblioteca, mediateca, sale per eventi, coworking, aree sportive e un centro di benessere urbano, accessibili a tutti i cittadini e circa 4 ettari per piazze e aree verdi, equivalenti a otto volte Piazza Navona.

Sarà così finalmente ridisegnata l’intera area abbandonata, restituendo spazi aperti e vivibili a tutta la città. Verrà realizzato anche uno studentato per la vicina Università di Roma Tre, una struttura con 1.602 stanze per 2.056 posti letto, di questi, il 25% (cioè circa 544 posti letto) sarà a canone concordato. Un sogno atteso da decenni che finalmente ha imboccato il rettilineo finale per vederlo poi realizzato.