Un uomo è stato ucciso con una serie di colpi di arma da fuoco, mentre era in macchina davanti all’asilo del figlio. La sentenza definitiva sorprende tutti
Come ogni mattina si era recato nei pressi dell’Asilo comunale dove aveva iscritto i figli. Si trovava in compagnia della moglie, che era appena rientrata in macchina dopo aver accompagnato i bambini in classe. Stava per rimettere in moto e per ripartire, quando una serie di colpi di pistola lo hanno freddato: sotto gli occhi increduli della compagna.

Andrea Gioacchini, soprannominato “Barbetta” è morto in questo modo, la mattina del dieci gennaio del 2019. L’agguato avvenne nel quartiere della Magliana, precisamente in via della Magliana 170. Gioacchini era appena salito sulla sua auto dopo aver accompagnato i figli a scuola e all’asilo nido “Sull’albero di sogni”. Uno scooter si è avvicinato alla sua vettura e il conducente ha iniziato a colpirlo con una serie ravvicinata di proiettili, calibro 7,65. Gioacchini, colpito alla testa, è morto poco dopo il trasporto all’ospedale San Camillo. La moglie, che si trovava in auto con lui, è rimasta ferita (lievemente) ad un braccio.
A distanza di sette anni dall’omicidio, è arrivata la sentenza della Corte d’Assise d’Appello: che non solo ha stravolto il giudizio emesso in primo grado, ma ha anche stupito tutti. L’omicidio era stato giudicato in modo pesante: era stata confermata la premeditazione ed era stata aggiunta l’aggravante del metodo mafioso. Ugo Di Giovanni ed Emiliano Sollazzo, che la Procura aveva riconosciuto come i mandanti dell’agguato era scattata una condanna in primo grado di trenta anni. Fabrizio Olivani, che era stato invece indicato come l’esecutore materiale dell’omicidio, era stato invece condannato a venti anni di reclusione.
La sentenza d’appello e il giudizio modificato
La sentenza d’Appello ha cambiato tutto: per i due mandanti è stata esclusa l’aggravante mafiosa e sono state concesse le attenuanti generiche, con pene ridotte a diciotto anni di reclusione ciascuno. Per l’omicida (Fabrizio Olivani) erano state già concesse le generiche; ora si è visto ridurre la pena a sedici anni. Tutti gli imputati continuano a professarsi innocenti. A difenderli ci sono gli avvocati Gianluca Ciampa (Di Giovanni), Francesco Mattiangeli e Ippolita Naso (Sollazzo) e Domenico e Alfonso Oropallo (Olivani).

Andrea Gioacchini, 34 anni, non era un nome nuovo alle forze dell’ordine. Era considerato un personaggio di spessore nel panorama criminale romano, con precedenti per: estorsione, detenzione illegale di armi da fuoco, spaccio e rapporti stretti con la criminalità organizzata. Era stato precedentemente arrestato e, quando è stato ucciso, si trovava in regime di sorveglianza speciale. Le indagini lo collocavano vicino ad ambienti della criminalità organizzata attiva tra la Magliana e il litorale romano.