Fiorucci è in crisi: licenziamenti a tappeto dallo stabilimento di Pomezia

La grave crisi della nota azienda di salumi ha scatenato una serie di provvedimenti per una ristrutturazione aziendale che prevede molti esuberi fra gli stabilimenti di Parma e Pomezia

Un altro grande marchio italiano sta vivendo una profonda crisi tanto da portarla ad annunciare un elevato numero di esuberi. Un licenziamento collettivo che minaccia di lasciare a casa molti lavoratori con 50 anni e più, appartenenti cioè a una fascia d’età che avrebbe estrema difficoltà a trovare una ricollocazione.

L’azienda di salumi più nota al mondo – Roma.Cityrumors.it –

 

L’azienda Fiorucci venne fondata a Norcia nel 1850 da Innocenzo Fiorucci, originario di Norcia. Agli inizi era costituita soltanto da una piccola bottega artigianale situata a Roma, in cui la famiglia Fiorucci lavorava durante l’inverno, solo successivamente ne vennero aperte altre nella capitale. L’azienda si diffuse nel resto del territorio italiano e negli anni ottanta si espanse anche a livello internazionale, dal 2000 in poi Fiorucci è presente in oltre 60 Paesi nel mondo.

Stato di crisi

Un’altra di quelle aziende che hanno fatto conoscere il Made in Italy nel mondo versa in gravi condizioni. La Fiorucci, uno dei marchi leader nel mondo per quanto riguarda i prodotti di salumeria, con due stabilimenti in Italia, ma sedi in tutte le parti del mondo, ha annunciato ai sindacati una importante e altrettanto sanguinosa ristrutturazione aziendale che porterà a molti esuberi. È scattata infatti il 27 di novembre la procedura di mobilità per i 216 lavoratori dello stabilimento di Pomezia, a pochi chilometri dalla Capitale sulla via Pontina. Una mossa che oramai era nell’aria quando, lo scorso agosto, l’azienda era passata di proprietà dalla multinazionale messicana Sigma Alimentos a due fondi, il tedesco Navigator Group e l’irlandese White Park Capital. L’azienda, in un comunicato, ha spiegato che la decisione di procedere alla ristrutturazione aziendale e al licenziamento collettivo si è resa necessaria a causa delle “drammatiche difficoltà finanziarie”. Gli esuberi riguardano entrambi gli stabilimenti italiani e dei 216 esuberi, 200 sono stati individuati a Pomezia mentre i restanti 16 sono su Parma.

Lo storico stabilimento di Pomezia – FRoma.Cityrumors.it –

 

Un piano di rilancio

I sindacati ovviamente sono entrati in azione e hanno chiesto un incontro urgente entro il primo di dicembre. Sono preoccupati, in particolare, per il ricorso al conto terzi che prende ancora lavoro negli stabilimenti coinvolti, e contestano le cifre del piano di rilancio che l’azienda ha fissato in 30 milioni in 6 anni, a fronte di 9 milioni all’anno di risparmi ottenuti con il solo licenziamento dei lavoratori. Comunque il nuovo management della società ha informato gli stessi sindacati della ristrutturazione soltanto quattro giorni prima dell’avvio degli esuberi. “Il piano”, si legge in una nota dell’azienda, “prevede una serie di azioni volte alla crescita di Fiorucci sia sul mercato italiano sia in quello internazionale, con un particolare focus su Paesi chiave come Germania, Austria, Francia e Regno Unito. L’obiettivo è di raggiungere un aumento di fatturato del 20% e soprattutto un ritorno alla redditività media del settore”. I sindacati hanno subito posto il veto a tale piano e hanno aperto uno stato di agitazione sindacale a Pomezia, bloccando la strada di accesso allo stabilimento e organizzando assemblee con i dipendenti in modo da far intervenire sulla questione anche il Governo.

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