Nel sesto giorno di scavi si è registrata una possibile svolta. Si continuano a cercare i resti del Giudice Adinolfi
Possibile svolta alla Casa del Jazz, dove da giorni si sta scavando per ritrovare i resti del Giudice Paolo Adinolfi, scomparso dal lontano 1994. E’ stata individuata la galleria sotterranea e la botola nascosta sotto l’attuale sala di registrazione della Casa del Jazz a Roma dove sono in corso gli scavi per entrare nel tunnel che corre sotto l’immobile che era stato di proprietà di Enrico Nicoletti, considerato dagli inquirenti il presunto cassiere della banda della Magliana.

Ieri, don Domenico Celano, economo della congregazione degli oblati, dai quali Nicoletti acquistò la villa, ieri aveva dichiarato: “L’ingresso del tunnel di Nicoletti si trova adesso sotto il pavimento della sala di registrazione della Casa del Jazz. Una struttura che il boss della Banda della Magliana ha completamente ricostruito dopo aver abbattuto il Casino di caccia del banchiere Arturo Osio. Lì, sul fianco dell’edificio, c’era una scala che scendeva per circa quindici metri nel sottosuolo fino a una galleria che portava alle catacombe”.
Oggi è la sesta giornata di scavi nel giardino del cortile della struttura. Per accedere si sta cercando un accesso esterno. Gli scavi sono stati finanziati con fondi reperiti dall’ex magistrato Guglielmo Muntoni, presidente dell’Osservatorio sulla criminalità economica. Il tunnel trovato, al momento resta però inaccessibile. I rilievi non hanno poi dato risultati esatti sulla collocazione della galleria e sul suo percorso. Secondo i testimoni (frequentatori nel passato della villa e conoscitori di alcuni segreti). l’ingresso del tunnel si troverebbe sotto il pavimento dell’ex casino.
Si tratta di una costruzione di proprietà del Comune di Roma e sotto l’egida della soprintendenza. Per poter iniziare i lavori, servirebbe l’autorizzazione del Campidoglio. Nei giorni scorsi Tobia Zevi, assessore al patrimonio, si era presentato alla villa, per capire la situazione in vista di un possibile intervento. Negli scorsi giorni i figli del Giudice Adinolfi avevano seguito da vicino gli scavi, nella speranza di poter verificare il ritrovamento. Ma al momento l’attesa resterà tale.