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Roma spiegata da mio nonno: La Fontana dei Fiumi

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Quanti di noi sono passati più e più volte per piazza Navona? Realmente quanto sappiamo di quella piazza? Da piccoli il 6 gennaio si andava per vedere le bancarelle, mangiare i dolcetti e comprare le statuine del presepio, ma a parte il 6 gennaio ci si andava? A pochi fortunati è capitato. Avete presente quelle domeniche che aspettavate tutta la settimana, perché sapevate che arrivavano i nonni e che sareste andati in giro con loro che, totalmente devoti ai vostri desideri, vi facevano mangiare da Spizzico e vi viziavano quanto più possibile? Beh quelle domeniche sono state sfruttate da qualche nonno per, nel gioco, far vedere le bellezze di Roma al proprio nipote. Con questa ottica e con l’innocenza di un bambino proviamo ora ad immergerci in quella cornice che una volta era Piazza Navona, anticamente “in agonis”. Entrati nella piazza occorre in primis immaginare l’origine del nome “in agonis”; la piazza prende questo nome dai giochi si svolgevano anticamente al suo interno; in particolare giochi di atletica   Anticamente la piazza era concava e si bloccavano le chiusure delle tre fontane presenti e l’acqua usciva fino ad allagare tutta la piazza.

Nei secoli successivi la piazza cominciò a prendere la forma attuale, uno degli elementi caratterizzanti della piazza è la fontana dei fiumi. La scultura detta Fontana dei Fiumi si trova al centro di Piazza Navona, ed è stata ideata e realizzata dallo scultore e architetto Gian Lorenzo Bernini tra il luglio 1648 ed il giugno 1651 su commissione di Papa Innocenzo X. Quattro figure imponenti, sedute in pose contrastanti, impersonano i grandi fiumi dei quattro continenti: il Nilo, Gange, Danubio e il Rio De La Plata. La fontana, coronata dalla colomba dello Spirito Santo, emblema del Papa che ne commissionò la creazione, fu anche interpretata come simbolo del trionfo della Chiesa sui “quattro angoli” del mondo. La tradizione storica romana, vuole che il Bernini, acerrimo rivale del contemporaneo Borromini, abbia costruito la leggenda per la quale il personaggio che nella fontana impersona il Rio de la Plata alzerebbe la mano verso la prospiciente chiesa di Sant’Agnese in segno di difesa per l’ipotetico crollo della chiesa sulla fontana.

Immaginate come la fantasia di un bambino possa elaborare queste informazioni, magari immedesimandosi nelle vesti di un passante che sentiva e partecipava attivamente alle buffe diatribe dei due rivali, immaginandosi anche, come tutti i bambini, il lieto fine ed il fatto che nonostante tutto il Bernini ed il Borromini si volessero molto bene…..per poi aprire gli occhi e tornare alla realtà, ma solo perché è ora di mangiare ed il panzerotto si fredda, già provando ad immaginare cosa sarebbe accaduto la domenica successiva.

di Claudio Fratocchi