Home Rubriche Roma spiegata da Mi’ Nonno: Basilica di San Pietro

Roma spiegata da Mi’ Nonno: Basilica di San Pietro

589
0

Sapete cosa significa vivere a Roma ? Da una parte avere la fortuna di essere immersi in una città fantastica, dall’altra di essere abituati a passare accanto ad opere d’arte che ci lasciano completamente indifferenti, tanto che non volgiamo più nemmeno lo sguardo, quando passiamo in fretta vicino ad una meraviglia come la Basilica di S.Pietro. Se però, con un po’ di buona volontà ci trasformiamo in turisti domestici, in quanto ci sentiamo di casa e possiamo disporre a nostro piacimento di un tale patrimonio, allora è nostro dovere utilizzare al meglio questo dono e, per quanto limitatamente, immetterlo nel nostro corredo culturale.

Allora iniziamo a guardare un po’ la storia. Nel luogo dove fu crocefisso S.Pietro a testa in giù, sul colle vaticano nei pressi del circo di Caligola, a memoria della sepoltura del grande Santo fu innalzata una piccola edicola dai muri rossi che fu oggetto di venerazione per circa tre secoli finchè l’imperatore Costantino fece costruire una Basilica grandissima, bellissima e ricca di opere d’arte, che fu impreziosita dai doni che imperatori e sovrani portavano in occasione delle loro visite.

Nel XVI secolo l’antico edificio presentava tutte le rughe della sua età e ciò convinse papa Giulio II (1503 – 1513) a bandire un concorso per una nuova costruzione. Fu prescelto il progetto del Bramante che prevedeva la forma a croce greca (quattro bracci di lunghezza uguale) sormontata da una cupola simile a quella del Pantheon.

La prima pietra fu posta il 18 aprile 1506. Iniziati i lavori Bramante mise intenso fervore nella demolizione della vecchia Basilica tanto che i romani, forse dispiaciuti nell’assistere a tanto scempio, lo soprannominarono “Mastro Ruinante”. La morte del Bramante, avvenuta nel 1514, impedì il compimento dell’opera per cui Leone X, succeduto a Giulio II, diede l’incarico di continuare i lavori a Raffaello Sanzio affiancato da Giuliano da Sangallo. Per timore che i piloni previsti dal Bramante non reggessero l’enorme peso della cupola i lavori procedevano lentamente; il papa, per sveltirli, chiese altri progetti. Non approvò quello di Raffaello perché troppo ricco e costoso né quello di Baldassarre Peruzzi a causa di disordini politi che nel frattempo stavano avvenendo a Roma.

Il papa Paolo III (Alessandro Farnese 1534 – 1549) affidò l’incarico ad Antonio da Sangallo alla cui morte venne chiamato a sostituirlo Michelangelo Buonarroti. Michelangelo riprese il disegno del Bramante affinandone tanto la cupola da non farla più assomigliare al Pantheon ma piuttosto alla cupola di S.Maria del Fiore di Firenze. Nel 1564 morì Michelangelo che aveva visto realizzata la cupola fino al tamburo. Finalmente, per incarico di Sisto V (Felice Peretti  1580 – 1585), l’architetto Giacomo della Porta innalzò la cupola su di Michelangelo con qualche interpretazione personale. Iniziata il 15 luglio 1588 l’opera termina nel maggio 1590 dopo soli 22 mesi di lavoro con la collaborazione di Domenico Fontana. La cupola però si presenterà allungata perdendo la forma perfettamente sferica voluta da Michelangelo. Clemente VIII (Ippolito Aldobrandini 1592 – 1605) fece ricoprire la cupola di lastre di piombo e, con l’aggiunta di 2 cupole all’esterno (opera del Vignola) e di alcuni archi interni, la chiesa prende definitivamente la forma a croce latina.

Rimandiamo la descrizione della Basilica ai prossimi appuntamenti

MI’ NONNO