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Oracle Italia in sinergia con Dress for Success Rome per trovare lavoro con le competenze digitali

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Giovedì 28 Gennaio, si è svolto il secondo workshop del 2021 per la formazione continua di DfS Rome, seguito da numerose beneficiarie e particolarmente apprezzato.

Abbiamo salutato il mese di gennaio solo da qualche giorno ma Dress for Success Rome, fedele al ricco programma del nuovo anno, lo scorso giovedì ha già proposto il secondo workshop gratuito che ha coinvolto molte delle sue beneficiarie. Sulla piattaforma Zoom, il pomeriggio è stato dedicato a “Competenze digitali per l’occupazione al femminile” seminario realizzato in collaborazione con Oracle Italia, parte di Oracle Corporation, multinazionale leader nel settore informatico.

Tre professioniste come Laura Liguori, Elena Rizzardi e Francesca Tronci, rispettivamente HR Business Partner Oracle Italia, Marketing Leader Oracle Italia e Sales Representative Oracle, hanno illustrato alla vasta platea femminile collegata quali sono e come vanno utilizzate le competenze digitali indispensabili nella ricerca del lavoro. Inoltre, Elena Rizzardi ha svelato tutti i segreti per costruire un’ottima Digital Reputation e fare del Personal Branding un alleato irrinunciabile per la conquista dei propri obiettivi professionali. Tutto ciò, senza trascurare i dettagli pratici che assicurano la riuscita in un colloquio di selezione, anche a distanza.

Proprio la diffusione di un’inimmaginabile pandemia e l’adattamento generale che ne è conseguito, ha fatto emergere giorno dopo giorno come il confronto con la digitalizzazione dei processi nelle nostre vite sia diventata non solo utile, ma addirittura abituale per le azioni più comuni: fare la spesa, ordinare pasti, partecipare a una riunione, studiare. Quando a tutto questo – nonostante il periodo particolarmente difficoltoso – si aggiunge la ricerca attiva di un lavoro, le digital skills dovranno comprendere il possesso di “conoscenze digitali generiche, anche in riferimento allo strumento d’uso, come, ad esempio, il tipo di piattaforma su cui avverrà il colloquio”, afferma Laura Liguori, ma anche lo sviluppo di “un’intelligenza digitale, ovvero, il poter sfruttare le potenzialità fornite dal web, come (pure) i Social Network, per avere risultati amplificati nella ricerca professionale ma anche per raccontare chi siamo. È necessario, inoltre, essere consapevoli e saper gestire i rischi digitali, che coinvolgono la privacy e la sicurezza informatica. Bisogna stare molto attenti ad accettare i cookie o non, a trattare la propria privacy e i propri dati sul web”. Una forte consapevolezza di tutto questo è decisamente importante, considerata l’attenzione costante degli hacker. Non meno importante diventa l’intelligenza emotiva digitale che, come risposta di adattamento al contesto lavorativo vissuto sempre più spesso a distanza, non si dimentica dell’empatia, dell’attenzione all’altro e della collaborazione di gruppo. Se queste competenze sono irrinunciabili, una volta acquisite, sarà possibile la vera e propria ricerca di lavoro attraverso il network personale di riferimento, cui raccontare che si sta cercando lavoro, in aggiunta ai siti dedicati e agli stessi Social Network.

Di certo, le relazioni messe a dura prova dal distanziamento sociale hanno reso meno efficace il passaparola, che però non deve essere mai abbandonato, nei limiti dell’efficacia. Sul web, restano sempre utili i siti generalisti su cui è possibile trovare le più diverse tipologie di annunci di lavoro. Crescita esponenziale hanno avuto i Social, in riferimento ai quali la dottoressa Liguori puntualizza: “Lavorando nelle Risorse Umane, vi posso garantire che abbiamo persone che cercano le aziende dove vogliono lavorare prima sui Social e poi sul sito istituzionale […] Quelli più utilizzati per la ricerca di lavoro sono naturalmente LinkedIn, Facebook e Instagram. LinkedIn è quello più utilizzato anche da parte delle aziende che cercano personale. A chi è disoccupato o vuole cambiare lavoro, consiglierei di creare un profilo su LinkedIn, fatto con determinati criteri, quindi, dando attenzione a particolari attività, anche perché su LinkedIn abbiamo un CV a tutti gli effetti”.

Da non trascurare i consigli di Francesca Tronci, Sales Representative Oracle, la quale aggiunge che “quando si è particolarmente interessati a trovare lavoro in una determinata azienda, diventa opportuno seguire tutti i canali a disposizione per conoscerla più dettagliatamente possibile, quindi, leggerne i dati, il piano industriale piuttosto che quali siano i suoi obiettivi, per il mercato e per il futuro, di modo che, in sede di colloquio si possa far riferimento a queste informazioni e attrarre di più l’attenzione del selezionatore, in quanto si trasmette un entusiasmo diverso, maggiore”.

Se uno studio dettagliato dell’azienda per cui candidarsi può offrire maggiori chance di riuscita, resta fondamentale saper comunicare se stessi e le proprie capacità. È qui che entra in scena il Personal Branding che, sostiene Elena Rizzardi, Marketing Leader Oracle Italia “al di là delle definizioni accademiche, va pensato come un’estensione di ciò che si è e di ciò che si rappresenta. È un insieme di valori in cui crediamo, di competenze che abbiamo formato nel tempo, di credenze, comportamenti che assumiamo con gli altri e quindi è anche come siamo percepiti. È la nostra immagine, quindi come ci vedono gli altri, un punto di partenza per poter esprimere il valore di se stessi, quindi, in tutto, è la nostra reputazione. Reputazione che, a livello digitale, deve essere rappresentata in quelli che sono gli strumenti che noi abbiamo a disposizione oggi, i Social Network. Essere coerenti nell’utilizzo di tutti i Social è molto importante. La missione è quella di dover aver presente che c’è un processo strategico, che deve rappresentare quello che noi siamo. Riuscire ad avere in mente una strategia per poter comunicare tutti questi “pezzi” di noi stessi, sicuramente è il modo più efficace per avere una vera valutazione di ciò che siamo anche agli occhi di qualcun altro che in quel momento ci sta facendo una selezione. Includere tutti questi tasselli, vuol dire far riconoscere noi stessi”. Indipendentemente dal mezzo prescelto, dal momento che anche Pinterest e Instagram, tool più creativi, possono diventare perfette vetrine per mettere in risalto il proprio lavoro, in termini di Personal Branding. E non bisogna dimenticare che molte delle aziende cui ci si promuove, ormai “sbirciano” sui profili social dei candidati. Quindi, è fortemente consigliato cercare di mantenere una coerenza tra l’immagine diffusa online e quella che si desidera trasmettere al colloquio, non solo visivamente, ma anche a livello di contenuti. Sostenere, perciò, una Digital Reputation senza cadere in rischiose contraddizioni. Dopo tutto, siamo anche quello che postiamo.

Ci sono poi degli accorgimenti che, in sede di colloquio, possono aiutare concretamente a ricreare un “effetto reale” anche da remoto. Per comunicare bene il messaggio desiderato attraverso un meeting virtuale, prepararsi per tempo è l’ideale, dal momento che la conoscenza del mezzo utilizzato e il controllo anticipato del suo funzionamento, impedirà sicuramente fastidiose interruzioni dell’incontro con il proprio selezionatore, spesso vincolato da un tempo molto esiguo a disposizione. Aiuterà indubbiamente la stabilità della rete internet e la disponibilità di una stanza tranquilla e discretamente illuminata, in cui sentirsi a proprio agio anche davanti a un monitor. E, a proposito di monitor, molto importante è utilizzare lo sguardo per sostenere la comunicazione non verbale con la persona dall’altra parte dello schermo, cercando di indirizzare costantemente gli occhi verso la webcam, quindi, assicurarsi di avere sempre lo sguardo alla sua altezza, rendendosi meglio visibili con una sorgente luminosa frontale. Anche l’audio è indispensabile, per cui si consiglia l’utilizzo di un microfono esterno, solitamente più performante di quello integrato nel pc. Vestirsi in maniera appropriata, optando un look ordinato ma non eccessivo, può aiutare ulteriormente a trasmettere un’impressione professionale. Nel caso in cui l’“emozione” del momento rischi di far dimenticare qualcosa, è utilissimo appoggiare una lista da seguire davanti a sé, per non perdere nessun elemento della discussione. Indispensabile, inoltre, fare delle prove per la gestione dei tempi, cronometrando in anticipo la propria performance.

Senza dubbio, in attesa di un ritorno alla normalità anche lavorativa, la parola d’ordine è “adattamento” sotto ogni aspetto, cercando di trarre il meglio da una situazione globale che, ci auguriamo, non si ripeterà. Ma che magari, nella sua unicità, ci avrà aiutato a trovare inaspettatamente quel lavoro, stando comodamente a casa, seduti, in giacca e…pantofole.