Il 5 aprile 2025, il Movimento 5 Stelle (M5S) ha organizzato una manifestazione a Roma per esprimere la propria opposizione al piano di riarmo europeo proposto dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.
Il corteo è partito alle ore 13:00 da Piazza Vittorio Emanuele II, concludendosi in Via dei Fori Imperiali, dove diversi esponenti politici e rappresentanti della società civile hanno preso la parola.

Il M5S ha fortemente criticato il piano “ReArm Europe”, ritenendolo una “folle corsa agli armamenti” che distoglie risorse fondamentali da settori cruciali come sanità, istruzione e welfare. Giuseppe Conte, leader del Movimento, ha sottolineato l’importanza di destinare fondi pubblici a investimenti che migliorino la qualità della vita dei cittadini, anziché incrementare le spese militari.
Alla manifestazione hanno aderito anche altre forze politiche. Alleanza Verdi-Sinistra (AVS) ha confermato la propria presenza, mentre il Partito Democratico (PD) ha inviato una delegazione, sebbene la segretaria Elly Schlein non fosse presente. Questa partecipazione ha evidenziato una convergenza di intenti tra diverse forze dell’opposizione riguardo alla critica del piano di riarmo europeo.
Un ampio dibattito politico
La manifestazione ha suscitato un ampio dibattito politico. Maurizio Landini, segretario generale della CGIL, ha deciso di non partecipare all’evento, una scelta che ha generato discussioni all’interno del panorama politico e sindacale.

Inoltre, la Lega ha espresso la volontà di proporre agli alleati dei Patrioti un’iniziativa per invitare Ursula von der Leyen a rivedere il progetto di riarmo da 800 miliardi di euro, sottolineando la necessità di destinare risorse a settori come lavoro, sanità e sicurezza interna.
Il piano “ReArm Europe” è stato presentato da Ursula von der Leyen con l’obiettivo di incrementare la spesa europea nella difesa, articolandosi in cinque punti principali. Tuttavia, questa proposta ha sollevato preoccupazioni in diversi Stati membri riguardo alla possibilità di reintrodurre la leva obbligatoria per far fronte alla carenza di personale militare.
La manifestazione del 5 aprile ha rappresentato un momento significativo di mobilitazione contro il piano di riarmo europeo, evidenziando le divisioni e le convergenze all’interno del panorama politico italiano. Il dibattito sul bilanciamento tra spese militari e investimenti in settori sociali cruciali rimane al centro dell’agenda politica, con implicazioni rilevanti per il futuro dell’Italia e dell’Unione Europea.
Ovviamente la manifestazione sarà pacifica e speriamo che non ci siano problemi di nessun tipo con la possibilità di esprimere idee e che lo si faccia nella maniera corretta e senza esagerazioni. Nelle prossime ore arriveranno degli aggiornamenti in merito. Staremo a vedere.