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La Nazionale che verrà

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La Nazionale che verrà

Dopo le ultime amichevoli della nostra Nazionale (sconfitta 2-0 sabato scorso contro l’Argentina e pareggio per 1-1 martedì contro l’Inghilterra) si chiude il biennio che avrebbe dovuto portare gli azzurri al Mondiale in Russia della prossima estate ma che, come tutti saprete, non è stato raggiunto dopo lo spareggio contro la Svezia di qualche mese fa.

Una mancata qualificazione che fa ancora male ma da cui bisogna assolutamente non ripartire ma partire: azzerare ciò che c’è stato e costruire dalle fondamenta, rialzando la testa già da settembre quando ci saranno i primi impegni in vista dell’Europeo 2020.

Quindi “partire” è la parola d’ordine ma la domanda che sorge spontanea è: da chi?

Innanzitutto da un nuovo ct, questo è assodato e ormai sembrerebbe una corsa a due tra Mancini e Ancelotti con il secondo leggermente preferito dai piani alti. Due profili comunque di grande esperienza e, passatemi il termine, cazzuti! Non ce ne vorranno altri allenatori sondati. Tra i vari nomi trapelati c’è Di Biagio, che ha guidato gli azzurri nelle scorse amichevoli quindi troppo poco per poter dare un giudizio ma che ricordo per aver fallito nell’Europeo alla guida dell’Under 21, forse, più forte degli ultimi 20 anni. Altro nome fatto è quello di Ranieri che ok, ha fatto il miracolo con il Leicester e rimarrà alla storia, ma anche lui non è che in carriera abbia fatto chissà cosa. Infine si è pensato anche ad un ritorno di Conte ma non ci piacciono le minestre riscaldate soprattutto in un momento delicato come questo. Quello di cui ha bisogno ora la nostra Nazionale è qualcuno che metta quel qualcosa in più e tiri fuori dai calciatori il 101% e credo che sia Carletto che il Mancio possano farcela un po’ come fece proprio Conte pur avendo una personalità completamente diversa dai suoi due colleghi.

Perché i calciatori ci sono non neghiamolo. Siamo ben coperti in tutti i ruoli. In molti stanno facendo grandissime cose nel proprio club ed è da loro che verrà creato il gruppo che vedremo all’Europeo tra due anni. Bisogna smetterla col tener conto di anzianità, comportamenti extracampo ed esperienze regresse varie.  Sinceramente sti “senatori” hanno stancato e non perché scarsi, tutt’altro, ma semplicemente perché pare siano intoccabili e tutto gli sia dovuto. Via i vari Buffon, Barzagli, De Rossi, Eder e compagnia super ultra trentenne, o meglio, va bene convocarli ma a patto che accettino anche un ruolo da comprimari.

Il modulo non potrà non essere il 4-3-3 o il 4-2-3-1: se tutte le  nazionali più blasonate e le migliori squadre di club europee utilizzano questi schieramenti un motivo ci sarà.

IN PORTA

Caro Gigi, hai davanti ragazzi con voglia di fare e di dimostrare e che, scusami se lo dico, da un paio di stagioni stanno facendo anche meglio di te, è così difficile farsi da parte? Hai dato tanto, troppo, e te ne saremo sempre grati da tifosi ma hai fatto il tuo tempo, accettalo e dai a Donnarumma e Perin su tutti la possibilità di vestire la numero 1 azzurra con Meret e Scuffet pronti ad imparare e sognare.

IN DIFESA:

In difesa, sulla carta, siamo messi bene almeno per quanto riguarda i centrali. Chiellini tra un paio d’anni spegnerà 36 candeline, non sarà proprio un giovanotto e allora spazio a Rugani, Caldara, Romagnoli e ovviamente Bonucci a dare quel qualcosa in più anche a livello di “cazzimma”.

Sulle fasce siamo messi leggermente peggio. Florenzi è l’uomo ovunque che ogni allenatore vorrebbe con sè e sicuramente sarà uno di quelli che farà parte dello scheletro della Nazionale del prossimo futuro. Poi ci sono Conti, che si spera torni forte come prima dopo l’infortunio al crociato; Zappacosta, che al Chelsea sta giocando meno ma che non si può non tenere in considerazione; De Sciglio, che in maglia Juve sta tornando a giocare ad alti livelli; Calabria, vera sorpresa del Milan firmato Gattuso; Biraghi, reduce da un buon campionato con la Fiorentina; Spinazzola, che l’anno prossimo approderà a Torino sponda bianconera e dovrà dimostrare le sue doti in una piazza importante; Darmian, che conosciamo bene ma che a Manchester pare essersi un po’ smarrito.

A CENTROCAMPO:

In cabina di regia Jorginho è quello che più tra tutti sta facendo bene ma al quale il nuovo ct dovrà chiedere quel qualcosa in più per far fare il salto di qualità al centrocampo. Altro nome per la mediana è quello di Gagliardini, che da quando è all’Inter va ad alti e bassi ma che bisogna tenere in considerazione. Pellegrini, Bonaventura e Cristante sono altri nomi di cui probabilmente non si potrà fare a meno se dovessero continuare a questi livelli nei loro rispettivi club.

Poi ci sono i vari Benassi, Baselli, Viviani, Locatelli, Sensi, calciatori che il potenziale ce l’hanno e in più di un’occasione con i loro club lo hanno dimostrato ma che ancora non sembrano pronti per la maglia azzurra nonostante restino dei profili assolutamente da monitorare nei prossimi mesi.

VERRATTI:

Marco Verratti merita un paragrafo a parte. Il centrocampista del Psg è probabilmente il giocatore italiano più talentuoso in assoluto. A Parigi più e più volte ha fatto vedere cose straordinarie, giocate da autentico campione. Iniesta disse che Marco sarebbe il suo degno erede lì a Barcellona. E allora dov’è il problema?! Semplice, in Nazionale ha fatto sempre abbastanza schifo. Non c’è stata una partita in cui sia stato decisivo o che, quanto meno, abbia raggiunto la sufficienza. Mai. E allora, per quanto possiamo ancora aspettarlo? Per quanto tempo possiamo perdonarlo e continuare a concedergli chance che ad altri sarebbero state negate da tempo? Personalmente spero che il futuro ct abbia bene in mente il ruolo che vuole dare al folletto ex Pescara perché altrimenti, forse, meglio lasciarlo a casa.

ESTERNI OFFENSIVI:

In questo ruolo le soluzioni sono tante. Bernardeschi è un futuro campione senza se e senza ma e sarà imprescindibile. Insigne dovrà dimostrare anche con l’azzurro della Nazionale di avere quelle doti che mette in mostra con l’azzurro del suo Napoli. Chiesa è quello che ci porteremo avanti per altri dieci anni perché è forte, tanto forte, forse più del padre. Verdi deve continuare così e anche lui potrà levarsi delle soddisfazioni. Poi c’è El Shaarawy che è uno di quelli che non si lamenta se non gioca, ha i colpi per cambiare una partita anche in corso, e che da allenatore porterei. Da tenere d’occhio anche Politano e Di Francesco. E poi a Berardi una possibilità, se torna ad essere il vero Berardi, non gliela vogliamo dare?

CENTRAVANTI:

Questione centravanti complicata.

Immobile quest’anno sta facendo sfracelli con la Lazio ma continuerà così anche per i prossimi due anni?

Belotti invece, complici un paio di infortuni seri, non sta facendo faville come nella passata stagione ma in lui bisogna credere in modo quasi imprescindibile perché sappiamo di cosa è capace, è un bomber vero così come bomber vero è Cutrone. Il giovane attaccante del Milan ha panchinato Kalinic e Andre Silva e ha preso in mano l’attacco del Milan conquistando i tifosi milanisti e non a suon di gol. È uno con la faccia pulita, uno che vorresti come fidanzato di tua figlia, uno su cui andare in all-in per il futuro, magari da mettere dapprima sotto la chioccia di uno “grande” (anagraficamente parlando) e poi fargli spiccare il volo e affidargli le chiavi dell’attacco ai Mondiali del 2022… ma forse sto guardando troppo in là.

Poi c’è Zaza che molti associano al rigore fallito contro la Germania agli scorsi campionato europei ma che in maglia Valencia ha ritrovato la forma e sta siglando con regolarità il cartellino.

BALOTELLI:

Come per Verratti, il SuperMario nazionale merita un paragrafo tutto suo.

Sono ormai anni che si ripropongono le stesse questioni: Balotelli si o Balotelli no? Ha cambiato quella sua cresta da pazzo che ha fatto si che fosse odiato da metà tifoseria italiana? Balotelli ha davvero quel talento che molti dicono abbia?

Ancelotti ha gestito caratteri caldi come quello di Ibrahimovic tanto per dirne uno e non si dovrebbe far problemi. Mario, Mancini lo ha già allenato ed è stato un rapporto amore-odio come spesso accade nelle grandi storie. La risposta alle domande precedenti non ci verrà mai data se non verrà concessa un’altra chance all’attaccante del Nizza, il prossimo ct è avvisato, Balotelli deve essere convocato perché è un patrimonio che potrebbe valere un sacco se ci fossero le giuste condizioni per fargli esprimere al meglio il proprio calcio.

Alla fine di tutto questo “bla bla bla” provo a schierare quella che per me è la Nazionale con cui ci dovremmo presentare a Euro 2020.

 Donnarumma

      Florenzi  Bonucci  Romagnoli   Spinazzola

 Verratti    Jorginho   Pellegrini

Bernardeschi                        Insigne
   Balotelli

Mica male…

Di Giorgio De Giorgi