ROGER
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ROGER

Chissà se nel 1875 l’inglese Walter Clopton Wingfield mentre redigeva il primo regolamento che disciplinava le regole del tennis poteva immaginare un tennista così vincente. Chissà se 13 anni dopo quando fu istituita l’associazione tennistica inglese qualcuno pensò a chi sarebbe stato il tennista forse più completo e longevo della storia di questo sport così nobile e meraviglioso.

A queste domande, per ovvi motivi, non avremo mai risposta, però sicuramente una cosa è certa: quello che sta facendo Roger Federer alla veneranda età di 37 primavere è a dir poco sbalorditivo.

Alla 30esima finale slam della sua lunghissima carriera (pensate dal 1998), riesce a battere il croato Marin Cilic e si aggiudica il suo ventesimo titolo Slam, unico tennista maschile al mondo a raggiungere tale record.

Roger è un complesso ordine di qualità uniche per un tennista, un mix di potenza, classe, precisione ed efficienza che ad oggi si fa fatica a trovare in un tennista per così tanto tempo. Non si può nascondere una certa flessione avvenuta nel 2016, né una serie di infortuni che ad un certo punto della sua carriera hanno portato a mettere anche in dubbio la sua competitività ad alti livelli. Nonostante ciò, Re Roger è riuscito a rialzarsi e portare avanti una tradizione tennistica che ad oggi lo vedo n. 2 dell’ATP all’età di 37 anni. Sinonimo di eleganza (nessuno scorderà mai quando nel 2008 dopo aver perso una finale a Wimbledon durata diverse ore contro il suo storico rivale Rafa Nadal, lo svizzero si cambiò di tutto punto indossando con un’eleganza inaudita un pullover e pantaloni bianchi in tipico dress code wimbledoniano) e di stile, Federer oggi ci stupisce ancora come ogni qual volta scende in campo, con la solita classe e quel sorriso di chi sa che effettivamente rappresenta qualcosa di straordinario.

Dritto, rovescio, volee, servizio e quant’altro sono nel repertorio di questo grandissimo campione che ad oggi è uno degli sportivi più amati di sempre dalla gente. Vanta ben 10 sponsorizzazioni con marchi del calibro Nike, Rolex, Mercedes e Wilson, per citarne alcuni. Professionista esemplare, spesso fuori dai riflettori, ci ha regalato ( e ci regala) colpi fuori dal comune. Indimenticabile un lungo linea effettuato contro Andy Murray a Wimbledon nel 2012, ma questo giusto per citare uno dei suoi colpi migliori. Colpi sempre al limite, sempre all’estremo, il tutto condito da una dose eccezionale di tecnica inaudita.

Che dire Roger, noi ti ringraziamo per farci meravigliare ancora partita dopo partita, ma in fondo tu non sei così meravigliato di te stesso. Perché tennista si nasce, ma campione ci si diventa.

di Luigi Colucci

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