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VIII Municipio, le condizioni degli uffici costringono a casa 400 dipendenti

850mila euro tornati indietro a causa di una gara andata deserta; questi i solfi necessari per la manutenzione degli uffici dell’VIII Municipio in circonvallazione Ostiense 191 a Roma.

L’edificio è in condizioni disastrose, con riscaldamenti non funzionanti, guano di piccione che ostruisce i locali caldaia e infiltrazioni d’acqua ovunque.
Per questo oltre 400 dipendenti lavorano da casa.

“A settembre sono stati allocati dei fondi sul centro di costo del Municipio VIII – ha spiegato Alessandra Boldrini, dirigente della Uo Controllo atti dipartimenti -, forse era tardi ma qualcosa si poteva fare. È stato fatto il progetto dopo un mese, poi la gara è andata deserta e i lavori al piano terra non sono stati fatti. Dopo è subentrato il problema della caldaia e siamo stati costretti a chiudere gli uffici e a mettere tutti in smart working”. 

“È assurdo che 9 dirigenti e 400 dipendenti siano in smart working perchè non c’è il riscaldamento – ha sottolineato Antonella Caprioli, direttrice del dipartimento Partecipazione, comunicazione e pari opportunità -. Non è chiaro di chi sia la proprietà di questo stabile che, oltre al problema caldaia, ha grossi problemi di manutenzione generale e di impianti elettrici.  I datori di lavoro rispondono penalmente e devono essere messi in condizione di intervenire. Non sta a me decidere chi ha competenza, se il Municipio o il Simu, ma è necessario intervenire al più presto”.

Stefano Cassio, tecnico del dipartimento Patrimonio, ha affermato: “Se il tema è perfezionare il titolo di proprietà dell’immobile, prendo conoscenza del problema e mi attivo in tempi brevi per superare questo ostacolo”, mentre Paola Angelucci, assessore ai lavori pubblici nel Municipio Roma VIII ha chiarito:
“Il municipio ha dovuto rimandare indietro i fondi; all’interno del decentramento imperfetto ci troviamo mostruosità come queste. Ci sono problematiche di sicurezza per chi sta all’interno ma anche all’esterno dello stabile. Il marciapiede esterno non è agibile, ci sono lamentele continue da parte della cittadinanza e a ragione. Nel bilancio di quest’anno, con i tagli lineari assurdi effettuati, va preso in carico questo stabile che ormai è di archeologia industriale”.