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Ospedali, cambia tutto: arriva Tobia, il nuovo servizio a disposizione degli utenti

Una piccola rivoluzione coinvolgerà cinque strutture ospedaliere: tre della capitale e due in provincia. Ecco di cosa si tratta

Un cambiamento significativo. Un nuovo servizio, già attivo da tempo all’ospedale San Camillo di Roma e che a breve diventerà realtà anche in altre cinque strutture laziali. In un momento molto delicato per la sanità, dopo l’incendio all’ospedale di Tivoli e le difficoltà emerse dagli ultimi report, è stato illustrato un nuovo programma che sarà offerto negli ospedali romani e che è destinato a lasciare il segno.

Il progetto Tobia verrà realizzato in cinque strutture laziali – Roma.Cityrumors.it

Nelle strutture laziali i medici hanno spesso lamentato lacune e carenze dal punto di vista dell’assistenza alle persone con disabilità. Anche in questo caso i numeri parlano chiaro ed evidenziano una difficoltà evidente a livello strutturale e di formazione. Problemi che hanno portato all’istituzione di un servizio, destinato a fare la differenza e che nella capitale è stato già testato con successo in una struttura importante come il San Camillo.

Che cos’è il servizio Tobia

Parliamo del Servizio Tobia (Team Operativo per i Bisogni Individuali Assistenziali), attivo nella struttura romana da già quattro anni e da oggi pronto ad espandersi, grazie al lavoro degli operatori del San Camillo che hanno prestato la loro conoscenza formativa in cinque nuove strutture, pronte a partire con  un progetto che offre alle persone con disabilità intellettiva o relazionale, che si trovano già in cura per questo tipo di patologia, l’opportunità di accedere alle procedure diagnostiche utili a prevenire e curare patologie non direttamente legate alla malattia principale da cui sono affetti.

Lo sviluppo della Rete Tobia è stata presentata nel corso dell’evento nominato ‘Salute: un diritto di tutti. Lo sviluppo della Rete Tobia- Dama per persone con disabilità’, realizzato nell’Aula Magna dell’ospedale San Camillo di Roma. Alla presenza del Direttore Generale del San Camillo Narciso Mostarda, della Presidente della Commissione Salute alla Pisana Alessia Savo, dell’Assessore ai Servizi sociali, Disabilità, Terzo Settore, Servizi alla Persona della Regione Lazio Massimiliano Maselli e del deputato Paolo Ciani, e il coordinatore del Servizio Tobia – Dama, Stefano Capparucci.

Tobia: ecco i cinque ospedali dove sarà operativo

Il Servizio Tobia si espanderà grazie alla formazione professionale, offerta dagli operatori dell’Ospedale San Camillo, che già da quattro anni lo utilizzano e sarà operativo in cinque strutture ospedaliere: tre di Roma (San Giovanni – Addolorata, Sant’Andrea e Policlinico Tor Vergata) e nelle due Asl di Rieti e Frosinone. !Il servizio Tobia è una pratica consolidata e un modello da seguire”, ha dichiarato l’Assessore Maselli. Sto preparando una delibera per far sì che tutti gli ospedali del Lazio introducano una equipe debitamente formata per la diagnosi e l’assistenza delle persone disabili, con l’obiettivo di migliorare le loro aspettative di vita. Ci sarà anche una cabina di regia, coordinata da Stefano Capparucci, e manderemo anche una lettera al privato accreditato, perché possano creare anche loro una equipe accreditata. E’ in preparazione una proposta di legge a sostegno del caregiver, ed è già nell’allegato del bilancio che stiamo per approvare. Nonostante le difficoltà economiche la copertura sarà di 15 milioni di euro, certamente un buon inizio. Sono previsti interventi di sollievo, a dimostrazione dell’attenzione di questa giunta sul tema. Ma soprattutto, vogliamo sia riconosciuto il ruolo del caregiver, la persona che conosce meglio il disabile”, ha concluso Maselli che ha annunciato una delibera che sancirà la nascita di una cabina di regia per il Servizio Tobia a livello regionale.

Il servizio Tobia già attivo all’Ospedale San Camillo di Roma – Roma.Cityrumors.it (foto sito ufficiale Ospedale San Camillo)

Gli obiettivi del Servizio Tobia

Gli obiettivi del servizio, che si colloca nella rete Dama (Disabled Advanced Medical Assistance) sono chiari: la volontà di ridurre il trauma dell’ospedalizzazione nelle persone con disabilità, l’obiettivo di diminuire il numero di accessi in Ospedale, cercando di erogare il maggior numero di prestazioni in un unico accesso e soprattutto (in un momento particolare come questo, nel quale tra Covid, influenze e difficoltà, i Pronto Soccorsi risultano congestionati) ridurre gli ingressi in PS e i ricoveri, favorendo rapide soluzioni diagnostiche e terapeutiche in regime di ambulatorio e/o DH.

Il servizio, infine, sarà anche fondamentale per supportare e aiutare le famiglie dei pazienti per espletare le incombenti e fastidiose  pratiche amministrative, realizzando anche percorsi clinico – assistenziali agevolati e diffondendo la cultura dell’accoglienza della disabilità. Da anni, gli operatori del San Camillo si occupano della formazione di medici e professionisti sanitari per la gestione delle problematiche di salute delle persone con disabilità, utilizzando anche una modalità sistematica di rapporto con le associazioni di rappresentanza. Tobia viene gestito in ogni ospedale e anche nelle due Asl laziali da un’equipe socio-sanitaria multiprofessionale e multispecialistica che prende in carico il paziente garantendogli, attraverso percorsi dedicati, le visite, gli esami diagnostici e le terapie di cui ha bisogno. Nei Pronto Soccorso è prevista inoltre la creazione di particolari percorsi facilitati. Il Servizio Tobia del San Camillo dalla sua nascita ha superato la quota di 1.000 pazienti assistiti tra cui 134 minori under 16.