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Alexa conserva dati “senza limiti”. Sean Parker mette in dubbio la privacy dell’assistente Amazon

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ANSA Ag

Non c’è “nessun limite” a come Amazon sta memorizzando e ascoltando conversazioni private, le registrazioni “potrebbero essere potenzialmente utilizzate contro gli utenti in tribunale o per altri scopi”. A lanciare l’accusa è Sean Parker, ex fondatore e primo presidente di Facebook. Nel mirino c’è Alexa, l’assistente vocale della società di Jeff Bezos, a bordo di dispositivi con cui è possibile comandare la casa intelligente. Sean Parker è uno dei manager ‘pentiti’ di Facebook.

Fondatore di Napster e primo presidente del social network, dopo la sua fuoruscita ha accusato la piattaforma di aver sfruttato le vulnerabilità della psicologia umana, con la “carica di dopamina provocata dai like”. “Se stai avendo una conversazione davanti ad un dispositivo abilitato per Alexa, Amazon non ti garantisce alcuna privacy”, ha detto Parker sul palco del Summit Mena del Milken Institute.

Cnbc, che ha riportato la notizia, ricorda il caso dello scorso anno, quando Echo (il dispositivo equipaggiato con Alexa) ha registrato la conversazione di una famiglia e l’ha inviata ad un contatto a caso. Amazon ha spiegato l’incidente con una falsa interpretazione dei comandi. “Per impostazione predefinita, i dispositivi Echo sono progettati per acquisire l’audio solo dopo che sono stati interpellati – ha detto un portavoce dell’azienda – Nessun audio è memorizzato o salvato sul dispositivo. I clienti possono anche rivedere ed eliminare registrazioni vocali”.