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Johnny lo zingaro in fuga: terza evasione in due anni per l’uomo che ha terrorizzato Roma negli anni ’70 ed ’80

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l’ergastolano Johnny lo zingaro, il 60enne Giuseppe Mastini è riuscito ad evadere per la terza volta in due anni. Il bandito ha terrorizzato Roma tra gli anni ‘70 e ‘80 e per l’ennesima volta ha sfruttato un permesso per darsela a gambe.

“Durante un permesso premio, nel 2014, si era già reso responsabilità di irregolarità e nel 2017 aveva fatto esattamente la stessa cosa”.
Queste le accuse del segretario generale di Es Polizia Vincenzo Chianese.
Verso le 12:00 di ieri, infatti, Johnny non è rientrato nel carcere di massima sicurezza di Sassari dopo essere uscito per un permesso premio.
“Una normativa da cambiare – continua Chianese – che spesso prende in giro i familiari delle vittime”.

Nella notte del 23 marzo 1987 Mastini venne catturato nei pressi di Fiano Romano dopo un inseguimento. Era in auto insieme a Zaia Pochetti, la sua compagna 20enne.
Era già evaso dal carcere minorile di Casal del Marmo, dopo essere uscito per un permesso premio per buona condotta, dopo una condanna a 12 anni per l’omicidio di un tranviere, Vittorio Bigi; Johnny aveva solo 14 anni. 
All’alt della polizia, il bandito spara uccidendo sul colpo l’agente Michele Giraldi e ferendo gravemente il collega di pattuglia, Mauro Petrangeli. In viale Palmiro Togliatti altro conflitto a fuoco con un carabinieri in borghese. In via Nomentana Mastini prende in ostaggio Silvia Leonardi, una ragazza che era con il suo fidanzato e che verrà rilasciata qualche ora più tardi alla Bufalotta.

Il suo nome compare anche nel processo sull’omicidio di Pier Paolo Pasolini, che avvenne all’Idroscalo di Ostia tra l’1 e il 2 novembre 1975, anche se la pista investigativa seguita non ha poi trovato riscontri.
Ad oggi è nuovamente in fuga, ricercato in tutta italia.