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Roma. In Questura il padre del ragazzo ferito all’Axa ringrazia il Questore e gli investigatori per la rapida conclusione delle indagini

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Polizia di Stato

Questa mattina,  il padre di Manuel, il ragazzo rimasto recentemente ferito con un colpo di pistola in zona Axa, si è recato in Questura dove ha avuto un incontro con il Questore e gli investigatori che hanno condotto le indagini sull’episodio.

Nella circostanza, ha avuto parole di ringraziamento per i funzionari e gli agenti della Squadra Mobile e del commissariato di Ostia per l’impegno profuso nelle investigazioni, che in pochi giorni hanno portato all’individuazione dei responsabili del tentato omicidio che, sentitisi braccati, si sono presentati ieri in Questura.

Il padre del ragazzo, che si è rivolto agli agenti definendoli “ i miei angeli”, ha affermato di considerare Roma un luogo dove vivrebbe, nonostante l’episodio che ha colpito il proprio figlio, da riferire a singoli “attori”, e non al territorio.

Il Questore Guido Marino ha voluto esprimere la propria vicinanza alla famiglia di Manuel, ringraziando nel contempo gli investigatori della Polizia di Stato che, con il loro lavoro, hanno dimostrato, ancora una volta, che Roma non è una città da assimilare a modelli sudamericani, ovvero a scenari di guerra, come avventatamente dichiarato da qualcuno.


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Io mi sono costituito e vado in carcere perchè è giusto che Manuel abbia giustizia“. E’ quanto ha fatto mettere a verbale Lorenzo Marinelli, difeso dall’avvocato Alessandro De Federicis, nel corso dell’interrogatorio svolto ieri in Questura nell’ambito dell’inchiesta sul ferimento di Manuel Bortuzzo. Per questa vicenda è stato fermato anche Daniel Bazzano. Nel corso degli interrogatori i fermati hanno ricostruito quanto avvenuto sabato notte davanti ad un pub del quartiere Axa. Bazzano ha affermato di non sapere che Marinelli fosse armato. “Gli ho detto ‘Lorenzo ma cosa hai combinato?, mi ha risposto ‘ora portami a casa da mio figlio”. I due hanno trascorso la prima notte in isolamento, nel carcere di Regina Coeli.

(ANSA) 07feb2019