Rifiuti: tremila manifestanti davanti al Tmb Salario

Il presidente del III Municipio, Giovanni Caudo, chiede l'intervento della procura

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Il tema dell’immondizia continua a essere una nota dolente della Capitale, nonostante la promessa dell’ad di Ama, Lorenzo Bagnacani: “Toglieremo i rifiuti da terra entro sabato”.

La pioggia, però, ha messo un ulteriore freno alla raccolta della municipalizzata, non fermando, tuttavia,  i tremila manifestanti che si sono presentati davanti al Tmb Salario, la struttura di smaltimento dell’indifferenziata. E la polemica che né sfociata è immensa, in quanto i cittadini sono stanchi di subire e aspettare soluzioni che, di fatto, ancora non sono state adottate.

Il tema rifiuti è finito sul tavolo voluto dal ministro all’Ambiente Sergio Costa con il Comune, la Città metropolitana e la Regione. In questa sede la scorsa settimana è stata chiesta all’Ama anche una relazione specifica sul problema dei cattivi odori dall’impianto di via Salaria. I cittadini lamentano la puzza devastante che invade i quartieri Colle Salario, Fidene, Serpentara, Castel Giubileo e altri davanti all’entrata del Tmb Salario, estendendosi per chilometri.

Il provvedimento di Ama e dell’assessora Montanari per risolvere il problema concerne l’installazione di nasoni tecnologici per dimostrare che non tutti gli odori vengono dall’impianto. Si sospetta, infatti, che i miasmi derivino anche dal depuratore Acea che serve 900mila abitanti. Il presidente del III Municipio, Giovanni Caudo, sostiene però che “Il depuratore esiste dalla fine degli anni ‘80,  mentre lil cattivo odore è comparso nel 2011, quando cioè è stato aperto il Tmb”. E continua affermando che “Sui disagi che percepiscono i cittadini, come bruciori agli occhi e problemi di respirazione, chiediamo l’intervento della Procura”.